
Il Gruppo Openjob ha deciso ancora una volta di sostenere un progetto sociale, appoggiando l’iniziativa di sensibilizzazione “GreyLine”. Si tratta di una serie di mostre fotografiche ad Erba, Milano e Como con prima data svoltasi il 6 gennaio 2008 a Erba. Le altre tappe continueranno nel mese di gennaio, febbraioe marzo.
Spesso un’immagine comunica più di mille parole. È con questo intento che nasce l’idea di fare parlare l’obiettivo di una macchina fotografica. Per documentare quello che sta succedendo in Palestina, regione del Medio Oriente che è da sempre territorio di complesse vicende storico-politiche e religiose. Dal 2002 si sta costruendo un muro, definito da Israele “recinto di sicurezza” o “muraglia di protezione”, che ha lo scopo di impedire fisicamente ogni intrusione di terroristi palestinesi e di limitare il numero di kamikaze in territorio israeliano. Una decisione che ha determinato una rottura dei rapporti di pace fra i due popoli.
Il muro permetterà a Israele di controllare circa la metà della Cisgiordania è avrà una lunghezza di circa 721 Km. Questa barriera consiste in una successione di muri, trincee e porte elettriche. L’80 % del muro è costruito nella West Bank, sulla terra confiscata ai Palestinesi dall’esercito israeliano, e il 20 % sulla Green Line, la “linea verde” che segna il confine tra la terra dei Palestinesi e quella degli Israeliani.
Secondo le motivazioni degli Israeliani il Muro dovrebbe separare i Palestinesi dagli Israeliani per questioni di sicurezza, ma in realtà separa i Palestinesi dai Palestinesi. Si assiste così a scene di donne che si passano i bambini da una parte all’altra, di ragazzini che, non potendo andare a giocare liberamente con gli amici oltre il muro, si divertono a giocare con il muro stesso, di anziani che si arrampicano a fatica sui gradoni di macerie per recarsi in ospedali, di uomini che ogni giorno devono scavalcare il muro per andare a lavorare, facendo attenzione che l’esercito israeliano non li scopra, onde evitare denunce, rappresaglie e arresti.
Il Muro viene spesso paragonato al muro di Berlino, abbattuto il 9 novembre 1989, un’unica differenza li contraddistingue: mentre in Germania il muro era stato costruito dopo un accordo internazionale nel quale è stato definito il confine tra le due Germanie, al termine della seconda guerra mondiale e rispettando al millimetro quella linea di confine. In Palestina, invece, non c’è stato alcun accordo, non c’è alcun confine stabilito e condiviso. Il muro divide i bambini dalle scuole, gli studenti dalle università, i pazienti dai dottori, i villaggi dalle fonti di acqua e dalle provviste di cibo e attraversa addirittura proprietà private.
L’obiettivo di Grey Line è di raccontare il disagio che vive questo popolo e smuovere l’indifferenza nei confronti di una Terra che vede ogni giorno i suoi abitanti lottare per la libertà; dove è stato costruito un “muro di separazione” che divide la città, creando una spaccatura netta; chi è da una parte non può andare dall’altra e deve rinunciare a tutto quello che si trova oltre la barriera, sia che si tratti di terreno coltivabile, sia di affetti personali.
La prima mostra fotografica di Stefano M. Bartesaghi in collaborazione con Puzzle for Peace ha avuto luogo il 6 gennaio 2008 a Erba (CO) presso a ”A New Bar concept Al Teatro” ed ha destato subito grande successo di pubblico e di critica. Numerose sono state le persone accorse nell’arco dell’intera giornata ad ammirare il muro composto da dieci tessere di puzzle retroilluminate della grandezza di 60x60 cm che documentano la costruzione di un muro alto nove metri nei territori occupati palestinesi del 1967.
Durante la mostra, il pubblico è stato allietato dalle note della rock band Machiladora che ha tenuto due concerti, uno pomeridiano e uno serale, presentando in anteprima “DreamLand”, il brano inedito ispirato alle fotografie della mostra “GreyLine”; il brano, composto dal quartetto comasco è stato apprezzato da tutti e sarà disponibile per l’ascolto online dal 30 gennaio su www.myspace.com/machiladora.
Ha sorpreso tutti con giudizi positivi il Puzzlebook, l’originale catalogo della mostra, in edizione limitata, distribuito e realizzato da Meroni comunicare grazie al contributo e il sostegno del Gruppo Openjob e di BCC – Banca di credito cooperativo dell’Alta Brianza - Alzate Brianza. Il Puzzlebook è formato da tessere di puzzle e offre la possibilità di realizzare opere d’arte personali, grazie alla libera composizione delle tessere riguardanti la Palestina.
La seconda tappa Grey Line si è tenuta a Como dal 21 al 25 gennaio, presso la filiale della BCC - Banca di Credito Cooperativo dell'Alta Brianza - Alzate Brianza. Seguita dalla mostra del 15 e 16 marzo, in occasione della domenica delle Palme, ad Asso (Co) in piazza Monsignor Discacciati 3, presso la Chiesa Prepositurale San Giovanni Battista.