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Essere sorridenti sul posto di lavoro: una questione rilevante?

“Sorriso sul lavoro. Cosa ne pensi”? è questo il tema del sondaggio rivolto da Openjbometis ai suoi utenti. Che non sembrano avere dubbi: sì, il sorriso nello scambio comunicativo fra colleghi cambia le cose. Sul lavoro e forse, di riflesso, anche nella vita. Ha infatti risposto così il 71,2% dei votanti.

Una fetta comunque consistente di quanti hanno deciso di partecipare al sondaggio (il 27,7%) rimane invece meno slanciata, preferendo optare per l’item: “Un sorriso è gradevole ma le labbra non sostituiscono il cervello”, come a dire: se mi sorridi ma è tutta una questione di facciata, preferisco un agire più secco ma sincero. Infine, è la volta degli scettici, rappresentati dal 6% dei votanti. La terza opzione proposta li ha convinti decisamente di più: “La retorica è dietro l’angolo. Non è un sorriso a rendere buono un rapporto”. Per la serie concentriamoci su altro, grazie. Rilevazioni interessanti provengono poi dall’analisi dei votanti per sesso ed età. Le donne? Le più ottimiste. Sono loro, in buona sostanza, a sostenere con maggiore convinzione l’importanza di sorridere tra colleghi. Totale parità di voti sono provenuti invece tra gli uomini e le donne che hanno scelto il più frenato secondo item. La tendenza è confermata nella terza e ultima rilevazione: i più disillusi, dunque, gli uomini. Età: la saggezza sembra accompagnarsi all’effettiva maturità anagrafica. La maggior parte di coloro che “ci credono”, totalmente o con un po’ di riserva, hanno infatti oltre 40 anni. Di età assortite, invece, i sorrisoscettici. Decisamente compositi, infine, i dati riguardanti provenienza geografica e titolo di studio del panel. La trasversalità dell’argomento sembra aver toccato davvero tutti.